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Logistica in (s)composizione: spazio-tempo, espropriazione e infrastrutture nel Caucaso Meridionale

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A partire dalla seconda metà degli anni novanta, la Georgia ha promosso il suo territorio come il corridoio di transito ideale tra le nazioni ricche di materie prime dell’Asia Centrale ed i mercati europei. Divenuto presidente della repubblica georgiana, Eduard Shervardnadze, ultimo ministro degli esteri sovietico, s’impegna a posizionare il paese al centro di una strategia di commercio transnazionale basata sull’incremento della connettività infrastrutturale dei vari paesi dell’ex Unione Sovietica: strategia da lui illustrata nel libro «La Grande Via della Seta». L’ambizione di creare una serie di corridoi di transito composti da reti ferroviarie per stimolare il commercio tra il blocco Orientale e l’Europa era già stata presentata da Shevardnadze, prima del crollo dell’USSR, come una visione di apertura da sostituire alle geografie di esclusione dettate dalla Guerra Fredda, visione consolidata in seguito dal programma internazionale TRACECA di cui il presidente georgiano era stato tra i principali fautori. Sotto il governo Shevardnadze il territorio georgiano diventa dunque un luogo di molteplici mega progetti, incluso l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan sviluppato da BP, al tempo, la più grande opera infrastrutturale mai costruita. In questo intervento mi concentrerò su uno dei sistemi infrastrutturali all’interno della molteplicità logistica contenuta nella Belt and Road Initiative : la ferrovia Baku-Tbilisi-Kars. Questa linea, che fu inaugurata nel 2017 dopo una lunga e turbolenta gestazione, è stata descritta dall’allora primo ministro georgiano, Giorgi Kvirikashvili, come un tassello fondamentale della «Nuova Via della Seta» georgiana. Spingendosi oltre la visione di progresso e di efficienza tecnologica associata a questa infrastruttura ed all’immaginario socio-tecnico nella quale è oggi inserita, si possono osservare le tracce dei conflitti, movimenti e soggettività che ne popolano gli spazi e ne sostengono la promessa di connettività logistica.

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Quaderni di Scienze Politiche

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2532-5302
2532-5310

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EDUCatt

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