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dc.contributor.authorMusso, Marta
dc.date.accessioned2016-03-04T15:13:49Z
dc.date.available2016-03-04T15:13:49Z
dc.date.issued2016-04-20
dc.identifier.citationMusso. Cahiers d'Etudes Italiennes (2016)en
dc.identifier.urihttps://www.repository.cam.ac.uk/handle/1810/254186
dc.description.abstractLe relazioni tra Francia e Italia nella guerra d’Algeria sono state oggetto di diverse analisi storiche; questo lavoro si concentra sul ruolo dell’industria petrolifera nelle relazioni tra i due paesi nel periodo specifico. Le riserve d’idrocarburi algerine furono scoperte nel 1956, due anni dopo l’inizio della guerra. I ritrovamenti ebbero una notevole eco in Francia, e la possibilità di diventare un paese produttore di petrolio rese più urgente il dibattito sull’amministrazione del Sahara e sull’opportunità di aprire le porte alle compagnie straniere. Questa ricerca ha come obiettivo l’esame delle azioni intraprese dalla Francia per la messa a punto di un’industria petrolifera nel Sahara, e le parallele strategie dell’industria petrolifera internazionale per la penetrazione in un nuovo territorio e in un’area contestata. In particolare, l’analisi si concentra sulla strategia dell’Eni, la compagnia di Stato Italiana, che rifiutò apertamente di collaborare con il governo francese per mantenere un atteggiamento pro-arabo. L’articolo punta a ricostruire il dibattito sulle risorse del sottosuolo sahariano, il problema del controllo del territorio e le frizioni tra l’industria petrolifera di Stato europea e le grandi multinazionali americane, nel contesto più ampio della decolonizzazione, dei negoziati per la costruzione dell’Unione Europea e della ricerca di una maggiore indipendenza dagli Stati Uniti. Italian-French relations during the Algerian war have been the subject of thorough historical investigations; this paper concentrates on the hydrocarbon industry and its role in the Algerian decolonization process and in the Italian-French relations. Algerian hydrocarbon reserves were found in 1956, two years after the outbreak of the war. The discovery had a considerable impact in France, where the possibility of becoming an oil exporting country reinvigorated the debate over the management of the Saharan area and on whether (and to which degree) to allow the presence of foreign oil companies in its exploitation. The research aims to investigate the actions taken by the French government for the set-up of an oil industry in the Sahara and the parallel strategies of the international oil industry for the penetration of a new territory in a contented area. In particular, the paper focuses on the Italian State company ENI, which openly refused to collaborate with the French government in order to maintain a pro-Arab approach. This paper aims to reconstruct the debate over the Saharan oil resources, the control over the territory and the frictions between European SOEs and the American oil giants, in the broader contest of decolonization, the negotiations for the construction of the European Union and the research for more independence from the United States.
dc.language.isoiten
dc.publisherÉditions littéraires et linguistiques de l’université de Grenobleen
dc.rightsAll Rights Reserveden
dc.rights.urihttps://www.rioxx.net/licenses/all-rights-reserved/en
dc.titlePetrolio e politica nella decolonizzazione Algerina: verso un network energetico Europeo?en
dc.typeArticleen
dc.type.versionaccepted versionen
prism.publicationDate2016
prism.publicationNameCahiers d'Etudes Italiennes
pubs.declined2017-10-11T13:54:36.256+0100
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